L’annullo filatelico del Telesi@ e le emozioni del Luigi Sodo alla ‘Notte del Liceo Classico’

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Intense le emozioni che venerdì 4 aprile si sono accese nei liceo classici di tutta Italia, grazie all’undicesima edizione della Notte del Liceo Classico. La Valle Telesina ha ben risposto con i suoi istituti Telesi@, di Telese Terme, e Luigi Sodo di Cerreto Sannita che ben hanno accolto l’opportunità di partecipare con diverse esibizioni e dibattiti a tema MareNostrum.

Il Telesi@, unico Istituto della provincia, ha progettato con Poste Italiane un annullo filatelico dedicato al prestigioso istituto scolastico nato nel 1962, che da sempre è un punto di riferimento per la formazione nel Sannio e che da qualche anno vanta un innovativo corso quadriennale di liceo classico che evidenzia il ruolo di collegamento fra tradizione e innovazione.

“È stata una vera emozione effettuare il primo annullo filatelico dedicato alla nostra scuola – dichiara la dirigente del liceo, prof.ssa Angela Maria Pelosi Far conoscere la filatelia ai giovani vuol dire far comprendere loro la potenza di un messaggio trasmesso per iscritto, la bellezza dei francobolli, piccole opere d’arte, e la poesia del viaggio che messaggio e francobollo intraprendono insieme fino a raggiungere il cuore del destinatario. Un modo incredibilmente innovativo di comunicare in questa era moderna, un legame tra passato e futuro proprio come quello che ogni giorno cerchiamo di trasmettere ai nostri studenti.” “L’annullo filatelico è un ricordo speciale per tutti gli studenti del Teledi@: così afferma Mirella Maria Colangelo, docente di italiano e latino e responsabile dell’evento telesino.

La cultura chiama e lo storico Luigi Sodo di Cerreto Sannita risponde sempre. “Anche qui un intenso viaggio nel Mediterraneo, inteso non solo come luogo geografico, ma come spazio dell’anima, della memoria, della poesia e dell’umanità – il commento della docente Pina Mastrillo. I grandi miti del passato ma anche le testimonianze di migranti lette anche in spagnolo e inglese, le lingue studiate nella scuola cerretese, e poi la danza della pizzica, simbolo di guarigione e resistenza, e una performance simbolica in cui studenti hanno portato in scena oggetti semplici accompagnati da epigrammi antichi, in un rito silenzioso di memoria.

E ancora, un canto corale, la Preghiera del Marinaio, e la testimonianza del maresciallo della Marina Militare Nicola Porto, a ricordare che il Mediterraneo non è solo mito, ma sfida quotidiana, servizio e sacrificio. “Lui è nella marina dal 2002 – ha concluso Mastrillo – ha nella sua carriera prestato servizio in diversi luoghi, tra cui Lampedusa per 4 anni, sperimentando di persona tutto quello che il mare può offrire, ma anche togliere. Nella sua testimonianza ha detto che il mare è imprevedibile, per quanto si possa essere esperti, bisogna sempre dargli del ‘Lei’ perché può sempre riservare sorprese”.