Comunicato Stampa

Un viaggio tra archeologia e sincretismo culturale con esperti del settore, ospiti della Fondazione Gerardino Romano.
Mercoledì 9 aprile 2025, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), ospita l’incontro dal titolo “Il culto di Iside: esempi campani e laziali in siti minori”.
Introdurrà l’evento Maria Teresa Imparato, presidente della Fondazione Gerardino Romano ETS; parteciperanno Maria Luisa Nava, docente presso la Scuola di Specializzazione in Beni Culturali dell’Università SOB – L. Vanvitelli di Napoli, Antonio Salerno, archeologo e direttore museale MIC – SABAP per le province di Caserta e Benevento, Zaccaria Mari, già Funzionario Archeologo MIC – direttore scientifico Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio (RM); interverrà Felice Casucci, Assessore alla Semplificazione Amministrativa e al Turismo della Regione Campania.
Sin dalle origini, il culto di Iside ha affascinato diverse epoche e culture, dall’antico Egitto fino al paganesimo moderno. Alla previa formazione egizia della dea si affianca, successivamente, una sempre maggiore multiculturalità della sua figura che trova diffusione sulle coste del Mediterraneo, in particolare la Sicilia e la Campania.
Una conversazione tra esperti che, attraverso specifici spunti di ricerca, ci permetterà di comprendere il complesso processo di sincretismo e la divulgazione che interessò tale culto. Maria Luisa Nava illustrerà i reperti d’importazione egizia (iscrizioni, sculture e prodotti artigianali che vi fanno riferimento) del tempio sorto nel centro storico della città di Benevento; proseguirà Antonio Salerno che commenterà quelli trovati nelle immediate vicinanze del duomo di Teano; concluderà Zaccaria Mari con il riconoscimento dell’Iseo di Villa Adriana.
Un appuntamento culturale che permetterà di cogliere altri dettagli sulla esistenza della “Grande Madre” e offrirà una interessante opportunità per immergersi nella ricchezza delle credenze e dei rituali dei nostri territori.
Maria Luisa Nava, laureata in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano a pieni voti cum laude e perfezionata in Archeologia e Storia dell’Arte Antica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo la borsa di studio C.N.R., ha prestato servizio nel Ministero della Cultura, dirigendo in Puglia l’Ufficio staccato di Foggia e il Museo di Manfredonia. In seguito ha ricoperto incarichi presso l’Ufficio Centrale del Ministero per i Beni Culturali, coordinando, tra l’altro, la rivista “Bollettino di Archeologia”. È stata Segretario del Comitato di Settore per i Beni Archeologici. Ha diretto dapprima la Soprintendenza Archeologica della Basilicata, poi quella di Napoli e Caserta e da ultimo quella di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. È stata poi direttore del Museo Provinciale di Capua e del Museo Provinciale del Sannio di Benevento. Ha avuto numerosi incarichi universitari; attualmente insegna Conservazione e Valorizzazione dei Beni Archeologici presso la Scuola di Specializzazione in Beni Culturali dell’Università *SOB – L. Vanvitelli* di Napoli. Ha compiuto scavi e ricerche archeologiche in Italia Settentrionale, Centrale e in Meridione, soprattutto in Puglia. Specialista in preistoria e protostoria è autrice di articoli e monografie, tra cui il catalogo delle stele della Daunia (1980) e delle sculture di Monte Saraceno (2005). Ha allestito numerosi musei, tra cui il Museo di Manfredonia in Puglia e il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”. Ha altresì organizzato importanti mostre in Italia e all’estero. È membro di vari istituti culturali italiani e stranieri ed è stata insignita del titolo di “Commendatore” dal Presidente della Repubblica On. Carlo Azeglio Ciampi.
Antonio Salerno, è archeologo, lavora nel Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento ed è funzionario responsabile per il territorio delle antiche città di Capua, Cales, Teanum Sidicinum. Ha diretto il Museo archeologico e il Teatro romano di Teanum Sidicinum (Teano), il Museo archeologico dell’antica Allifae (Alife), il Teatro romano e l’Antiquarium di Sessa Aurunca, il Museo archeologico di Calatia (Maddaloni), il Museo archeologico dell’Agro atellano (Succivo), il Museo archeologico del Sannio Caudino (Montesarchio), il Museo archeologico dell’antica Capua e l’Anfiteatro Campano (Santa Maria Capua Vetere). È Direttore scientifico del Museo Civico “Raffaele Marrocco” di Piedimonte Matese. È docente incaricato di Ecologia Preistorica presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici delle Università “Luigi Vanvitelli” e “Suor Orsola Benincasa”. Ha diretto numerosi cantieri di scavo archeologico e partecipato a varie missioni di scavo all’estero (Grecia, Turchia, Honduras). Ha curato il progetto scientifico e l’allestimento di numerose mostre temporanee e ha collaborato all’allestimento di sezioni permanenti nei Musei archeologici di Napoli, Paestum, Pontecagnano, Eboli. Ha pubblicato numerosi lavori relativi allo studio della cultura materiale delle società preistoriche e protostoriche, all’archeologia campana e a problemi di tutela e valorizzazione del territorio.
Zaccaria Mari, già Funzionario archeologo e Responsabile dell’Area funzionale archeologia della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti (Ministero della cultura), si occupa di ricerche territoriali, valorizzazione e museologia. Ha condotto scavi nelle ville di Nerone a Subiaco e di Traiano ad Arcinazzo Romano, a Villa Adriana e in area sabina e prenestina. Autore dei volumi della “Forma Italiae” Tibur, pars tertia e quarta (1983, 1991), ha pubblicato numerosi contributi su topografia, monumenti e insediamenti di età preromana e romana. È curatore degli atti dei convegni “Lazio e Sabina”. È stato direttore dell’Area archeologica della Villa di Orazio a Licenza ed è attualmente Direttore scientifico del Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio. Membro del Consiglio Direttivo e Direttore della rivista di storia patria “Atti e Memorie” della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, il 16 maggio 2019 è stato insignito in Campidoglio del “Premio Jean Coste” per l’Archeologia.
Felice Casucci, è professore ordinario di “Diritto Privato Comparato” presso l’Università degli Studi del Sannio dove è titolare dell’insegnamento di “Diritto e Letteratura”. È stato Direttore del Dipartimento “Persona, Mercato e Istituzioni” presso la medesima Università ed è direttore delle Riviste scientifiche “Annuario di diritto comparato e di studi legislativi” e “Il Diritto dell’Agricoltura”. Ricopre il ruolo di Assessore alla Semplificazione Amministrativa e al Turismo della Regione Campania.
Maria Teresa Imparato, dirigente scolastico, adora l’arte, la musica e la letteratura, con un debole per William Shakespeare. È presidente della Fondazione Gerardino Romano dal novembre 2020. Sportiva per vocazione, maratoneta per passione, ama particolarmente correre a perdifiato tra i vigneti del Sannio.